Il 70% dei dimessi del 2022 ha fatto una scelta precisa

Leggerai questo:

  1. vediamo il dato del report INPS

  2. riflessione sul dato emerso

  3. un consiglio alle imprese lungimiranti

ed ora, iniziamo


Un articolo de La Repubblica del 18 settembre 2023 mi ha fatto riflettere su un dato relativo alle dimissioni del 2022.

Il 70% dei dimessi del 2022 ha fatto una scelta precisa.

Il report annuale dell’Inps ci fa capire che la maggior parte delle persone che ha scelto volontariamente di interrompere il rapporto di lavoro lo ha fatto perché ha scelto di cambiare ambiente di lavoro, infatti il 70% dei lavoratori al di sotto dei 60 anni ha trovato un nuovo impiego entro i tre mesi dalla cessazione.

Nella metà dei casi il nuovo contratto non era un contratto stabile questo è emblematico perché dimostra come la voglia di cambiare ambiente di lavoro e ancor più forte della voglia di mantenersi legati ad un datore di lavoro esclusivamente per un contratto di lavoro stabile, devi però essere anche Letta come la necessità impellente di una generazione che sta mettendo davanti a tutto il proprio benessere lavorativo.

Il fatto che queste persone si siano reimpiegate in un arco temporale così breve fa emergere come la decisione di interrompere un rapporto di lavoro fosse il frutto di una ricerca di nuovo impiego e di necessità di ricollocazione.

A questo punto il mio pensiero va a quelle aziende che hanno accolto a braccia aperte questi lavoratori, aziende che probabilmente hanno avuto qualcosa in più rispetto alle precedenti hanno posto in essere un’attenzione differente alle persone tanto da portarle a compiere una scelta, forse una delle più importanti nella vita di una persona.

I numeri non mentono e quello che vi ho appena indicato prende definitivamente forma leggendo un’ulteriore dato e cioè quello del boom del numero delle dimissioni avvenute nel 2022, infatti il reimpiego praticamente immediato e si indicativo ma letto insieme al massimo storico di dimissioni nel nostro paese ci fa capire come questi dati non siano slegati.

A questo punto invece di parlare di fenomeno di dimissioni di massa dovremmo parlare di fenomeno di migrazione di massa infatti solo il 30% rimane fuori dal mercato del lavoro in un tempo molto breve.

La maggior parte nel 2022 ha preso quella decisione che spesso, nel mercato del lavoro del nostro paese, le generazioni precedenti molto spesso non hanno mai preso nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Allora diventa fondamentale concentrarci sul perché ciò è avvenuto e sta avvenendo tuttora.

Le aziende lungimiranti che vogliono rimanere competitive nel prossimo futuro dovrebbero trarre un insegnamento da questi numeri che comprendere quanto sia non importante ma necessario oggi mettere al centro il benessere e lavorare per creare ambienti di lavoro a misura di persone.

Guarda il mio breve video:


Sono Massimiliano Scorza e amo portare il welfare nelle aziende coraggiose di investire sulle persone e che hanno capito l’importanza del benessere lavorativo.

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